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“Dubbi, accettazione e tanto amore”


Quando un bambino ha bisogno di attenzioni particolari, noi genitori lo sentiamo... Quando un bambino ha dei comportamenti esasperati, è perennemente arrabbiato, è intollerante alla frustrazione delle situazioni anche più banali, noi genitori lo vediamo... Quando un bambino ha bisogno di aiuto, noi genitori, lo dobbiamo accettare... Tutti, tutti i genitori, almeno una volta nella vita, hanno sentito quella “vocina” nella propria testa che si faceva largo e chiedeva: “Ci sarà per caso qualcosa che non va?” Riconoscere che il proprio figlio ha delle difficoltà, non è certamente facile. Ancora meno facile, è ammettere che a volte, noi genitori da soli, non “bastiamo”. Difficilissimo, è fidarci e affidarci, ad uno psicologo, o comunque a delle figure specializzate. Inizialmente, valuteremo questi professionisti come dei “ficcanaso”, perché saranno partecipi di ogni cosa, sulla nostra vita privata e sulla nostra famiglia. “Super-mega-stradifficilissimo”, è distinguere che cosa è davvero significativo e preoccupante, tanto da rivolgerci ad uno specialista, alla normale fase dello sviluppo (gioie e dolori compresi), che rientrano nella fase di un bambino. Personalmente posso ammettere con gioia, di aver ascoltato ai tempi quella “vocina” nella mia testa e di non aver ignorato le persone che a scuola avevano (e hanno) che fare, con mio figlio tutti giorni e notavano delle difficoltà nel comportamento. Non smetterò mai di ripetere che scuola e famiglia, devono essere in sintonia, anche se non è sempre semplice; non ci si sente capiti a volte, ci sono le nostre emozioni, le “incazzature”... Bisogna parlare, comunicare, prendere meno le cose sul personale. Concentrarsi sul fatto che in queste situazioni, ci sono genitori, insegnanti e soprattutto bambini e ragazzi in difficoltà. Aggiungo che un valido esperto, psicologo o altro che sia, può aiutare a mettere ordine nella nostra vita con le terapie adeguate al caso; facendo chiarezza nel caos totale, fornendo strategie a noi e ai nostri figli. A questo post ci tengo particolarmente, in tanti mi avete scritto privatamente, invasi dai dubbi, domandandomi: “Cosa posso fare, a chi mi devo rivolgere?” Intanto non colpevolizzarsi è la prima cosa da fare, non vergognarsi è la seconda, parlarne con il pediatra o il medico di famiglia è la terza. Se serve, saranno loro a consigliare lo specialista giusto. In fine, voglio solo aggiungere che a noi (ovviamente questo è soggettivo e io parlo per mio figlio Leonardo), la terapia psicologica, anche se costa grandi sacrifici in tutti i sensi, ci ha migliorato notevolmente la vita. Nessuno me ne voglia, non sto qui a dire che è (e sarà) una “passeggiata”; conosco bene il senso di inadeguatezza, l’impotenza che si prova in certi momenti, la stanchezza... Ma c’è di peggio e dobbiamo esserne consapevoli. Vi lascio con una frase che ho letto e mi ha fatto molto riflettere: “I GENITORI DEVONO ESSERE AFFIDABILI E NON PERFETTI... I BAMBINI DEVONO ESSERE FELICI, NON FARCI FELICI”... 


 
 
 

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